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L'impatto positivo della formazione nella gestione del business del Fuori Casa

Università della Birra si avvale della collaborazione della LIUC Business School dell’Università Cattaneo di Castellanza (VA).

I corsi di gestione aziendale sviluppati con il supporto accademico della LIUC Business School nel primo semestre 2018 sono stati tenuti dal Prof. Fernando G. Alberti – Professore Associato di Economia Aziendale e Institutes Council Leader e Affiliate Faculty member presso l’Istituto di Strategia e Competitività diretto dal Prof. M.E. Porter alla Harvard Business School – che ha tenuto il corso Sfide e strumenti per la continuità e lo sviluppo dell’impresa familiare; dal Prof. Fabrizio Dallari - Professore Straordinario di Logistica e Supply Chain Management presso la LIUC Università Cattaneo, dove è anche direttore del Centro sulle Operations, Logistica e Supply Chain Management – che ha condotto il corso Sicuri di gestire correttamente scorte e magazzini? Come evitare di perdere ordini e trovarsi con un magazzino congestionato e dal Prof. Giuseppe Toscano - docente a contratto del corso di 'Retail Food Management' nell'ambito dei percorsi di Laurea Magistrale della LIUC Business School dell’Università Cattaneo, dove è stato Direttore del Master Universitario in Food Management – che ha gestito il corso Come misurare e analizzare i risultati economici e finanziari del Punto di Consumo.

Abbiamo chiesto loro un contributo rispetto ai temi affrontati nei loro corsi come leva positiva per il business.

Prof. Fernando G. Alberti:

l tessuto economico italiano è caratterizzato dalla preponderante presenza di imprese di piccole e medie dimensioni per lo più a conduzione familiare alcune tra le più longeve al mondo. Nelle imprese familiari il rischio che si corre è quello di avere logiche economiche-manageriali influenzate da logiche familiari, soprattutto in ambito di gestione del personale (selezione, retribuzione, valutazione e formazione) dove i familiari godono a volte di un trattamento privilegiato rispetto i dipendenti non familiari. Questo è solo uno dei tanti problemi che affliggono le realtà di questo tipo e forse neanche il più critico. Uno degli aspetti che merita infatti molta più attenzione è la delicata fase del passaggio generazionale vista da molti come un singolo momento caratterizzante la storia aziendale e non come un vero e proprio passaggio da pianificare per tempo e gestire con attenzione negli anni e dal quale può dipendere la sopravvivenza o meno dell’azienda. Comprendere come scegliere il successore, come formarlo, come farlo entrare in azienda, quali sono gli errori da evitare, conoscere gli strumenti per la pianificazione societaria e patrimoniale risulta essere oggi di fondamentale importanza.

Prof. Fabrizio Dallari:

La gestione ottimale dei livelli di stock rappresenta da sempre un fattore critico di successo nei contesti caratterizzati da elevati volumi, forte stagionalità e vendite poco prevedibili. Tuttavia occorre affrontare il problema analizzando il contesto competitivo, la reattività della supply chain e i dati storici di vendita. Infatti, solo applicando metodi e modelli strutturati nella gestione delle scorte e nella definizione dei livelli di riordino e delle scorte di sicurezza, è possibile ottenere un miglioramento dell’indice di rotazione e del livello di disponibilità verso i clienti. Quando ci si chiede quanta scorta è giusto tenere si sta valutando, da una parte, il rischio di non soddisfare le richieste dei clienti in quanto manca il prodotto. Dall’altra, il rischio di registrare un innalzamento dello stock, con conseguenti costi di immobilizzo e congestionamento del magazzino. Del resto la logistica nel settore del beverage ha un’elevata incidenza sul fatturato e spesso non viene presa in dovuta considerazione, considerandola come voce di costo e non piuttosto come leva di vantaggio competitivo (Amazon docet).

Prof. Giuseppe Toscano:

La continuità dell’impresa nel tempo si fonda sulla sua capacità di conseguire sistematicamente adeguati risultati economico-finanziari, competitivi e organizzativi. Ciò è ancora più vero in una situazione di elevata complessità e di crescente discontinuità come quella che caratterizza l’attuale contesto di business. All’imprenditore viene quindi richiesta, in primo luogo, la capacità di misurare e di analizzare lo “stato di salute” economico-finanziario della propria azienda e, in secondo luogo, di attuare coerentemente quelle azioni operative e gestionali che ne permettano di migliorare i risultati di marginalità, di redditività e di liquidità e, soprattutto, di mantenerli nel tempo. L’imprenditore, anche di una piccola azienda, è chiamato oggi ad acquisire le logiche e gli strumenti per capire come si formano i risultati economici (la marginalità) e finanziari (flussi monetari, investimenti, indebitamento), analizzando e controllando sia i “numeri” formalizzati nel proprio bilancio d’esercizio sia, soprattutto, i parametri gestionali (di prodotto, di punto di consumo, di magazzino), critici per il buon andamento della gestione, ottenuti organizzando adeguatamente i dati di ricavo e di costo

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